SOS Lombalgia

Quando nasciamo la nostra colonna ha solo una curva, una grande cifosi dorsale, che segue la forma del feto, e una piccola cifosi sacrale.

Crescendo il riflesso di estensione che ci porta a tenere su la testa fa si che si generi la prima lordosi cervicale ed in seguito, con la conquista della posizione eretta e della deambulazione si vede l’instaurarsi della seconda lordosi lombare.

E’ importante far notare che la colonna possiede delle curve fisiologiche che le conferiscono una sorta di forma a “molla”.

Perché questa forma e non una linea retta?

Per conferirle maggior elasticità e flessibilità nei movimenti e resistenza allo sforzo.

Con il termine lombalgia si indica una patologia generica senza una causa principale precisa scatenante, localizzata nella zona dei lombi che colpisce la prima volta in genere tra i 20 e i 40 anni causata da sforzi e movimenti come la torsione, la flessione o il sollevamento, isolati o combinati tra loro, compiuti in maniera improvvisa, con esagerata ampiezza o ripetuti a livello dei tre tratti della colonna (cervicale, dorsale o lombare), possono causare eventi dolorosi acuti e, se protratti o trascurati, generano atteggiamenti e sindromi dolorose croniche.

Il dolore può comparire immediatamente o il mattino seguente, può essere localizzato nella zona lombare o irradiato ai glutei o alla gamba o risalire nella zona dorsale bassa.

Una cosa importante da considerare è il tipo di dolore e la durata.

La lombalgia si definisce acuta quando il dolore è riconducibile ad un’infiammazione dei muscoli o legamenti che tende a guarire spontaneamente (a seguito di terapia conservativa / farmacologica) entro i 30 giorni.

Un’infiammazione è quel processo che si verifica a seguito di una lesione e che permette al nostro corpo di auto ripararsi, c’è un richiamo di sangue e di cellule del sistema immunitario nella zona lesionata, per cui spesso si sente calore, dolore e rossore oltre ad un’alterazione della funzionalità.

Una contrattura muscolare invece è un “aumento involontario e permanente del tono muscolare” è la lesione meno grave tra quelle che possono colpire i muscoli e di norma si risolve tra i 5 e gli 8 giorni.

Quando il dolore si protrae per più di 6/8 settimane si parla di lombalgia cronica che non ha più una singola causa scatenante ma si trasforma in una sindrome con più con-cause tra le quali è importante tener conto della componente psicologica della paura del dolore che porta l’individuo colpito a limitare le attività della vita quotidiana, ad astenersi da quelle sportive e dal lavoro e ad adottare posizioni viziate per sentire meno il dolore originario ma innescando meccanismi patologici di alterazione posturale ben più gravi.

Come dobbiamo comportarci in una fase acuta di lombalgia?

Iniziamo adottando posizioni antalgiche (ovvero che alleviano il dolore).

A letto supini posizioniamo un cuscino sotto le cosce in modo da mantenere la lordosi lombare in una posizione neutra eliminando eventuali tensioni.

Da proni invece posizioniamo il cuscino sotto la pancia per lo stesso motivo sopra descritto.

Sul fianco è utile invece posizionare il cuscino tra le gambe flesse in modo da evitare che il peso della gamba porti in rotazione l’intera colonna.

Da seduti è utile avvalersi di un cuscino (rotolino) lombare in modo da costringerci a mantenere una corretta posizione che non tenda al “sacco di patate” e che mantenga la corretta lordosi lombare. Le ginocchia devono essere in linea, alla stessa altezza delle anche, pertanto regolare l’altezza della sedia oppure mettere sotto i piedi un gradino o sotto le natiche un cuscino.

In piedi usare un gradino, mettendo in scarico una gamba alla volta oppure se possibile fare ogni tanto 4 passi.

Quando variamo la nostra posizione da seduti/sdraiati a in piedi è consigliabile compiere corretti passaggi posturali come ad esempio:

Quando ci si alza dal letto, passare sul fianco – far scendere le gambe – aiutarsi con le mani e spingere in su il tronco – alzarsi portando in avanti spalle e testa appoggiando le mani sulle ginocchia e flettendo le gambe, procedere così alla verticalizzazione.

Evitare colpi di frusta con spinte che partono dalla testa.

Al fine di evitare una ricaduta e un nuovo episodio di lombalgia acuta è bene attuare una coretta M.M.C. (Movimentazione Manuale dei Carichi):

  • Effettuare torsioni girando in maniera integrata SPALLE-BUSTO-GAMBA(se la torsione supera i 90-100° spezzare la manovra in due momenti);
  • Raccogliere le cose da terra flettendo sempre le ginocchia e tenendo la schiena dritta;
  • Sollevare i carichi sopra i 20 kg sempre in 2 persone sinergiche e coordinate o con appositi dispositivi;
  • Mai sollevare i carichi oltre i gomiti;
  • I carichi ingombranti vanno sollevati tenendoli ben vicini al busto, mai braccia tese;
  • Se si deve spostare un carico pesante spingere piuttosto che tirare e usare la forza delle gambe e il peso del corpo;
  • Distribuire il carico (tipo borse della spesa) sempre in maniera equa tra le 2 braccia;
  • Per gli uomini evitare portafogli in tasca troppo voluminosi (soprattutto se fate lavori dove si sta spesso seduti).

A questi accorgimenti è utile unire un’alimentazione sana, moderata attività fisica aerobica, riposare correttamente durante la notte e fare attenzione ai messaggi che il nostro corpo manda in caso di sovraccarico o stanchezza.

Il Pilates può essere un validissimo alleato sia nella fase di prevenzione, che in quella di recupero che nel mantenimento al fine di evitare una ricaduta.

Questa disciplina infatti, migliorando la tonicità, la forza e l’elasticità dei muscoli posturali profondi del tronco e dandoci consapevolezza del movimento corporeo aiuta a muoversi correttamente permettendoci di scegliere le corrette strategie motorie per muoversi e per compiere i gesti della vita quotidiana.