L'acido lattico, questo sconosciuto

Vediamo di sfatare uno dei più classici falsi miti che popolano gli spogliatoi e si tramandano tra praticoni pseudo esperti, olio canforato, atleti da scrivania e allenatori della domenica.

Questo variegato popolo di abitatori di palestre crede fermamente che l’acido lattico sia la causa dei dolori muscolari post allenamento.
Ovviamente, come in tutte le storie che si rispettano, nulla di più falso.

Innanzitutto cos’è:
- è un composto intermedio della Glicolisi anaerobica
Cos'è la Glicolisi anaerobica?
- è una via metabolica che ci permette di produrre molecole ad alto contenuto energetico chiamate ATP che ci occorrono per mettere in moto i muscoli.

Dobbiamo, però, osservare che la produzione di acido lattico avviene solo quando la richiesta energetica è originata da un lavoro talmente intenso da non permetterci di utilizzare fonti energetiche che si basano sull’impiego dell’ossigeno che prevede un processo molto lungo e laborioso. Quindi quando ci serve energia immediata.

Spieghiamo, allora, cosa succede.

Durante l'attività fisica intensa in regime anaerobico, ovvero, quando siamo con le pulsazioni cardiache che superano i 120 battiti al minuto produciamo energia utilizzando gli zuccheri (carboidrati). Il tutto avviene attraverso la via metabolica denominata Glicolisi anaerobia, la quale, è vero che ci da molecole altamente energetiche ma al termine del processo ci “regala” una quota di acido lattico.

Quindi:
ogni zucchero degradato = un pó di acido lattico
Questo modo di produrre energia ci porterà ad accumulare acido lattico.

La domanda che ci poniamo è: fino a che punto possiamo spingerci?

Semplicissimo: fino a che l’acido lattico non avrà intossicato la muscolatura al punto da impedirle di contrarsi e avremo il “fiatone”, particolare questo significativo ma, soprattutto, anche volendo, non potremo più in nessun modo proseguire l’attività intrapresa.

Problema: smaltire l’acido lattico

Osservazione: non ho i dolori muscolari “da acido lattico”(!?!)...ma come...sono al top della produzione di acido lattico... (!?!)

Dovrei essere depresso, ho appena scoperto che l’acido lattico non da nessun dolore...mi hanno sempre raccontato delle somme panzane, per usare un termine accademico.
Ma la depressione aumenta quando mi informo e scopro, tragedia delle tragedie, che il massimo livello di acido lattico viene smaltito (in realtà riconvertito in acido piruvico) al massimo in due ore e mezza, senza fare nulla se non respirare, infatti è l’ossigeno l’artefice della riconversione, vi ricordate il “fiatone”?

Nota: l’acido piruvico mi servirà più tardi per produrre altra energia.

Ma allora i dolori muscolari? Beh, innanzitutto, se uno ci fa caso, compaiono 24/48 ore dopo lo sforzo, ovvero dopo decine di ore dal completo riassorbimento dell’incolpevole acido lattico.
Questi sono causati da microtraumi a carico delle masse muscolari interessate e sono il normale effetto catabolico (distruttivo) delle strutture muscolari che stimolerà la fase anabolica (ricostruttiva): ciò viene banalmente chiamato allenamento e comporta nel tempo il miglioramento della performance.