Danzaterapia

Per Noi, come la danza, la musica e l'arte possono aiutarci a conoscere noi stessi.

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Il 13 ottobre, in anteprima, verrà presentato presso Milano Danze, via Franchi Maggi 102 Rozzano, uno spettacolo tutto nuovo, che vedrà coinvolti diversi artisti, tutto sotto l'attenta direzione di Federica Varone.

Uno spettacolo e un'esperienza: l'occasione di scoprire e conoscere un progetto nato per promuovere il concetto del benessere globale, di mente, corpo ed emozioni, attraverso momenti di performance artistica in alternanza con pillole di neuroscienze del benessere. Un matrimonio felice tra creatività e conoscenza, che rispecchia esattamente la natura della collaborazione che ha dato vita al progetto. "Per Noi" é infatti il titolo della presentazione-show di un Progetto più ampio nato dalla collaborazione ormai quasi decennale di Federica Varone, artedanzaterapeuta ed Erica Francesca Poli, medico psichiatra e psicoterapeuta. Dopo anni di studio condiviso e collaborazione, Federica ed Erica creano Ica-do, con lo scopo di dare alle persone la possibilità di conoscere attraverso il giusto mix tra scienza, psicologia, allenamento fisico e arte, le tecniche dello" star bene". Il titolo Per Noi non è a caso: benessere significa infatti prima di tutto ricordare di prenderci cura di noi stessi e dedicare una parte del nostro tempo e della nostra consapevolezza alla prima persona con la quale stare bene è fondamentale per tutto il resto della nostra vita e cioè noi stessi. Con il progetto ICA-DO si impara il benessere a 360 gradi attraverso la fusione creativa di tecniche espressive quali la danza e l'arte terapia con le ultime scoperte delle neuroscienze in fatto di crescita personale ed equilibrio psicofisico. Scienza e arte, filosofie antiche del benessere e medicina oggi finalmente si fondono e questo è ciò che verrà messo in scena per gli occhi, le orecchie, la mente e l'anima in Per Noi. Introdotti dalle parole di Erica Poli, che racconterà con la consueta capacità di rendere leggere e divertenti le nozioni apparentemente difficili delle neuroscienze e della psicologia, si susseguiranno momenti di performance artistica sotto la guida senpre brillante di Federica Varone. Parlando di mente e corpo, di medicina delle emozioni, musica e arte si vedranno comparire sul palco piccoli e grandi artisti che daranno movimento e voce alla teoria. Infine, Per Noi è ancora qualcosa di più: sarà anche l'occasione di aiutare l'Ass. Giovanna per il Madagascar. E anche questo sarà un momento per noi, perché forse non lo sapete, ma fare del bene fa bene soprattutto a chi lo fa, e non solo allo spirito come molti forse intuiscono, anche al corpo, lo dicono le neuroscienze,che mostrano come la fisiologia di chi fa una "buona azione" cambi in meglio sotto tutti i parametri, dalla pressione al metabolismo. Per Noi, benessere in arte, a 360 gradi. Vi aspettiamo!

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Ica-do LAB

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Ica-do Lab
Ica-do Lab

Già nel 1915, Carl Gustav Jung chiedeva ai suoi pazienti di danzare le proprie emozioni. La sua teoria lo portava a credere che “le mani possono arrivare dove le parole non arrivano”.

Solo guardando i pazienti danzare, Jung riusciva a sviscerare i segreti che le persone solitamente nascondono al terapeuta, ma soprattutto a se stesse.

Nel 1946, all’interno della sua opera “Riflessioni teoriche sull'essenza della psiche”, Jung scrive: «Ho colto quindi l'occasione di un'immagine onirica o di un'idea sopravvenuta al paziente per incaricarlo di dipanare o sviluppare questo spunto iniziale con la libera attività della sua fantasia. A seconda delle tendenze e delle doti individuali questo svolgimento poteva assumere forma drammatica, dialettica, visiva, acustica, danzante, pittorica, plastica, o prender forma di disegno». Ed ancora, sempre facendo riferimento all'immaginazione attiva: «Così accade anche alla mano che guida la matita o il pennello; al piede che compie il passo di danza; alla vista e all'udito, alla parola ed al pensiero. È un impulso oscuro quello che alla fine decide della configurazione, un a priori inconscio che preme verso il divenire della forma».

Si può considerare quindi la danza come un evento psicosomatico perché attraverso il corpo nella sua totalità, in assenza della parola, vengono espresse emozioni e si avverte un ampliamento delle capacità propriocettive.

L’ assenza del linguaggio favorisce uno stato di coscienza dove il controllo razionale si affievolisce, dando libero sfogo alle attività creative. L’attenzione viene posta sull’interiorità dell’individuo ed a partire da essa le persone imparano ad esprimersi in modo autentico. La terapia si realizza nel momento in cui si ha la possibilità di esprimere emozioni represse, nel tentativo di riprendere contatto e percezione di parti del corpo che la mente per svariati motivi aveva precluso.

Diversi resoconti clinici suggeriscono che la danzaterapia aiuta le persone a trovare e sviluppare un’immagine positiva e più reale del corpo; a migliorare il concetto del sé e la personale autostima. Avere una buona e giusta percezione aiuta anche a controllare le tensioni a livello muscolare ed a gestire il dolore cronico.

Su questo punto è molto importante il lavoro di percezione, potenziamento, allungamento, oltre ad il lavoro sul respiro svolto per mezzo della tecnica Pilates.

"La cosa importante non è ciò che stai facendo, ma come stai eseguendo ciò che fai" era solito dire J.H.Pilates. La mente di chi esegue questo tipo di esercizi  è diretta verso il corpo, concentrata su ciò che sta accadendo mentre accade: è possibile così comprendere esattamente ciò che la mente ordina al corpo ed imparare a percepire esattamente come il corpo si sta muovendo.  In tal modo si otterrà un potenziamento muscolare non fine a se stesso ma con il preciso intento di sviluppare forza, controllo e fluidità di chi lo esegue.

Le ricerche in campo neuro scientifico dimostrano come l’attività fisica (pilates e danza) determini l’aumento di alcuni neurotrasmettitori: endorfine ed enkefaline, i nostri analgesici interni, chiamate anche “molecole della gioia” in quanto hanno sul corpo molti effetti benefici, tra i quali l’innalzamento del tono dell’umore ed il rinforzo della risposta immunitaria.

Infine l’attività creativa (danzaterapia) è strettamente collegata all’emisfero celebrale destro, emisfero del linguaggio non verbale, dell’intiuzione, dell’immaginazione, della musica e della danza. Tutte attività che in particolar modo stimolano il sistema limbico e l’ipotalamo; così come i centri nervosi interessati alle emozioni ed all’istinto.

Il metodo ica-do di Federica Varone, unendo il metodo Covatech Pilates con quello di Danzaterapia di Maria Fux, ha come scopo principale di garantire il benessere della persona a 360° occupandosi contemporaneamente e sinergicamente di mente e fisico.

Artedanzaterapia in oncologia

L’INTERVENTO ARTETERAPEUTICO

Creare arte, visualizzarla, e parlarne fornisce  alle persone l’opportunità di  far fronte a conflitti emotivi, aumentare la consapevolezza di sé ed esprimere le preoccupazioni inespresse e spesso inconscie della loro malattia. 

Federica Varone utilizza immagini, simboli visivi, disegni e sculture, unite alla lettura e alla comprensione del comportamento artistico della persona, per aiutare i pazienti ad affrontare le loro preoccupazioni e conflitti personali.

Erica F. Poli sposa a questo lavoro l’elaborazione psicologica non solo attraverso le parole e la discussione di gruppo ma anche con l’utilizzo di tecniche esperienziali di lavoro emotivo e mindfulness.

Questo tipo di terapia può aiutare a esprimere sentimenti sul cancro attraverso l'arte e discutere le emozioni e le preoccupazioni in relazione ad esso.

L'intervento proposto è quindi una terapia davvero corpo-mente.

La European Cancer Society afferma che nonostante la arteterapia non sia stata sottoposta a un rigoroso studio scientifico, tuttavia l’osservazione sul campo di molti medici ha documentato vantaggi significativi tra le persone che vi hanno partecipato.

I vantaggi spaziano dal semplice effetto che pensare e fare arte può avere nel distrarre dal concentrarsi su pensieri di dolore e di ansia all’espressione delle emozioni nascoste, la riduzione dello stress e la promozione di un senso di libertà.

Molti terapeuti  ritengono che questo tipo di terapia operi influenzando il pattern delle onde cerebrali e le sostanze rilasciate dal cervello.

La creazione di arte con un arte terapeuta aiuta a esprimere pensieri o ricordi dolorosi, anche correlati alla diagnosi di cancro. Questo può, a sua volta, aiutare a far fronte alle difficoltà della diagnosi. Nella terapia convenzionale della salute mentale, la gente parla con un consulente in un setting piuttosto rigido. In questo caso nel setting fluido dell'arte è possibile incontrare il medico psicoterapeuta e parlare di esperienze traumatiche o dolorose che possono essere nascoste nel subconscio, il che e' una parte importante del processo di guarigione o di miglioramento. Allo stesso modo, la creazione di un disegno o un dipinto di un'emozione o di un evento può servire come uno strumento che aiuta l'espressione verbale del sentire.

L’INTERVENTO DANZATERAPEUTICO

La Danza terapia si avvale del movimento per migliorare il benessere mentale e fisico. Si tratta di una forma riconosciuta di terapia complementare utilizzata negli ospedali e in molti centri oncologici clinici.

Diversi reports clinici suggeriscono che la danza aiuta le persone a:

  • sviluppare un'immagine positiva del corpo
  • migliorare il concetto di sé e l'autostima
  • ridurre lo stress, ansia e depressione
  • diminuire l'isolamento, il dolore cronico, e la tensione del corpo
  • aumentare la capacità di comunicazione
  • favorire un senso di benessere

Per alcuni pazienti affetti da tumore, la danza terapia è anche una forma efficace di esercizio.  I benefici fisici della danza terapia come esercizio fisico sono ben documentati. Sappiamo ormai che l'attività fisica aumenta le endorfine e la secrezione di diversi neurotrasmettitori che contribuiscono al benessere globale della persona. E un movimento totale del corpo come la danza migliora le funzioni di molti sistemi fisiologici, come ad esempio quello circolatorio, respiratorio, scheletrico, muscolare.

Non sono noti effetti collaterali negativi della danzaterapia.

Come anche per l'intervento arteterapeutico i profondi risvolti simbolici ed emotivi del movimento danzato vengono esplorati da Federica ed Erica congiuntamente con strumenti verbali ed immaginativi.

 

LE TECNICHE IMMAGINATIVE

Si tratta di esercizi mentali progettati per favorire il contatto con l'inconscio e stimolare la mente nell' influenzare la resilienza allo stress e il benessere globale. Queste tecniche di visualizzazione, mindfulness, meditazione statica e dinamica, autoipnosi e bilanciamento emozionale, riducono lo stress, l'ansia e la depressione, oltre a gestire il dolore, e aiutare anche nella gestione di alcuni effetti collaterali della chemioterapia, come la nausea e il vomito; possono influenzare anche il peso corporeo e la pressione sanguigna.

Gli studi di Simonton, Perlmutter e Kabat Zinn indicano fortemente i benefici di tutte queste tecniche che agiscono potenziando i circuiti limbico-corticali e la corteccia prefrontale in particolare.