ica-do DANCE&MIND, alla scoperta della danzaterapia

Federica Varone, studia danza terapia presso l'associazione Albero a Milano con Tiziana Manusardi, una delle prime allieve della Fux. subito dopo il diploma Federica si reca a Buonos Aires per conoscere colei che ha inventato il metodo di danzaterapia, Maria Fux. tornata in Italia si aggiorna annualmente presso l'associazione Risvegli con Maria Josè Vexenant. Federica sempre curiosa e alla ricerca di nuove conoscenze in questi anni segue corsi di psicosomatica, anatomia esperienzale,meditazione, arteterapia, pilates, ISTDP e counselling a mediazione artistica, creando un metodo personale, la danza terapia di ica-do........DANCE&MIND.

Da dove nasce la danzaterapia?

La danzaterapia nasce nel 1968 da un lavoro svolto con gli audiolesi, che Maria Fux presenta al congresso internazionale di musico-terapia di Buenos-Aires. Da lì iniziò il suo lavoro che verrà da subito esteso a gruppi eterogenei di persone con varie problematiche fisiche e psichiche.

Quali sono i punti di forza della danzaterapia?

La danza rappresenta la possibilità dove sembra che ci siano solo limiti. Riconoscere il limite ci dà l'opportunità di superarlo. Attraverso le immagini fortemente evocative si porta la persona ad una presa di contatto graduale con il proprio corpo. Tutto questo aiuta a sperimentare le innumerevoli possibililtà di movimento che la musica aiuta a creare trasformando l'azione in danza. L'assenza del linguaggio favorisce uno stato di coscienza dove il controllo razionale si affievolisce dando la possibilità alle emozioni di emergere.

Cosa ci puoi dire rispetto alle emozioni?

Questo processo creativo nasce direttamente dall'emisfero destro, centro del processo creativo. L'attivazione del sistema libico e dell'ipotalamo permettono di sentire distintamente le emozioni e l'istinto. Già nel 1915 Jung chiedeva ai suoi pazienti di danzare le proprie emozioni: egli sosteneva che le mani possono arrivare dove le parole non arrivano. Lo stesso concetto viene espresso da Maria Fax quando afferma che "La mano è il corpo che danza, e... -  aggiunge - attraverso la mano è possibile offrire il proprio specchio interiore che spesso nascondiamo per primi a noi stessi." Attraverso questa ricerca del movimento in stretto contatto con le emozioni, la parola nasce dal corpo che non può dire bugie.

Cosa succede a livello fisiologico nel corpo che balla?

Le ricerche in campo neuroscientifico dimostrano come l'attività fisica, in questo caso la danza, permetta la produzione di endorfine, che sono chiamate anche "le molecole della gioia". Queste creano un istantaneo senso di benessere nel corpo. È qui che si crea il benessere: il contatto con il corpo e con l'emozione crea un espressione ed un cambiamento. Questo cambiamento viene supportato dalla produzione di sostanze e ormoni nel sangue. Tutto questo, sommato, crea il potere "terapeutico" della danza che unisce corpo (dance) e mente (mind).