La danza integrata, oltre i confini della disabilità

È stato esattamente nel Maggio 2012 nel momento in cui ho messo piede nello studio di Maria Fux, al secondo piano di Callao 289 a Buenos Aires, che l’idea ha preso forma dentro di me, e da quel preciso istante ho iniziato a lavorare perché questo potesse realizzarsi nella città che mi ha cresciuto.

Una scuola di danza che vedesse la persona nella sua totalità, in cui danzare significa riconoscere un limite per poterlo superare sperimentando le diverse possibilità del corpo. Ritengo che questa totalità debba andare oltre qualsiasi cosa, anche oltre il “difetto” fisico e strutturale.

Nello studio di Maria, persone di tutte le età con sindrome di down, audiolesi e con altre patologie danzano al fianco di quelli che ultimamente sento chiamare normo-dotati.

Ma chi decide cosa è normo e cosa no?

Come tutte gli argomenti dello scibile umano ritengo sia anche questa una questione di punti di vista. Credo che sia bastato a tutti vedere la grinta di Bebe sul podio in Brasile e la grazia di Simona Atzori sul palco mentre danza, per capire che la normalità dipende solo ed esclusivamente dal limite mentale che chi guarda si pone. Sappiamo bene, che le tecnologie e l’ingegneria medica hanno fatto passi da gigante per poter permettere alle persone con disabilità di poter esprimere tutto il loro potenziale anche nell’attività sportiva.

E perché non estendere questa possibilità anche alla danza?

Proprio nell’anno in cui le para-olimpiadi in Brasile hanno portato l’oro in Italia, questo mio progetto prende forma grazie al sostegno importantissimo dell’onorevole Laura Coccia e del suo braccio destro Mimmo Di Biagio che mi hanno sostenuta sin dal nostro primo incontro.

Sin dai tempi del mio tirocinio come danzaterapeuta ho potuto lavorare, al fianco di Tiziana Manusardi, con la disabilità, dall’autismo alla sindrome di down, con risultati sempre magici. Oggi finalmente Ica-do, la società che con tutta me stessa ho voluto, grazie a tutti quelli che ci hanno creduto ha una casa pronta ad accogliere tutti e il 14 Gennaio saremo pronti per aprirvi le porti e farvi fare un piccolo viaggio in quello che è il nostro progetto che se pur in fase iniziale vede già molti risultati tangibili.

Rozzano, Federica Varone